Foto di Marco Ganassin
L’imponente decorazione murale eseguita da Franco Fiabane nel 1984 per la chiesa di Col di Cugnan si inserisce con raffinato equilibrio all’interno dell’architettura della chiesa, dialogando con la struttura triangolare della parete e con le fonti di luce provenienti dal lucernario inclinato sul lato destro. L’opera – frutto di una selezione attenta tra sei bozzetti presentati dall’artista – rappresenta una sintesi teologica dell’intera vita di Cristo, dai suoi inizi nella famiglia terrena fino al compimento della redenzione.
La composizione, sobria e bilanciata, è costruita attorno a tre figure principali: a sinistra, Giuseppe e Maria con il Bambino; a destra, Cristo risorto in posizione frontale, avvolto da un’aura luminosa. Il gesto accogliente delle braccia aperte e la posizione centrale evidenziano la sua funzione di fulcro e punto di convergenza spirituale della scena. Lo sfondo geometrico, scandito da diagonali e fasce cromatiche tenui, amplifica l’effetto di leggerezza e di ascesa. Le figure, stilizzate e prive di tratti fisionomici, si offrono allo spettatore come forme universali e spirituali: non volti individuali, ma simboli archetipici nei quali ogni fedele è chiamato a riconoscersi.
Come dichiarato dallo stesso autore e dai documenti parrocchiali, l’opera è stata concepita come “una visione che si perde nell’infinito”, anche grazie a una tecnica particolare: le figure non sono dipinte sull’intonaco fresco, ma realizzate con malte già colorate, applicate a campiture delimitate. Ciò conferisce alla superficie un aspetto plastico e compatto, mantenendo però la delicatezza tonale propria dell’affresco.
L’iconografia si fonda su una triplice articolazione: l’Incarnazione (la Santa Famiglia), la Croce (suggerita sullo sfondo) e la Resurrezione; in essa viene reso visibile, in un’unica immagine, il percorso cristologico della salvezza. Il riferimento alla luce, enfatizzato dalla posizione della figura risorta, è inoltre centrale nella spiritualità dell’opera: Cristo emerge dalla parete come apparizione gloriosa, come vera e propria “luce del mondo”.
Similmente alle pitture realizzate per la chiesa di San Giovanni Bosco (BL), Fiabane adotta qui un registro stilizzato e simbolico, giocato sulla frontalità e sulla monumentalità delle figure. Le tonalità sobrie e l’assenza di tratti somatici chiari accomunano le due opere: tuttavia, mentre l’opera di San Giovanni Bosco ha un’impronta più narrativa e affettiva, quella di Col di Cugnan appare più astratta e solenne, più attenta all’aspetto meditativo che a quello descrittivo dell’episodio sacro.
Documenti di archivio
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Nascita, Morte e Resurrezione di Cristo Chiesa di Col Cugnan
Parete di fondo del presbiterio
Autore
Franco Fiabane
Materiale
Matite Colorate
Anno di datazione
1984
Località
32014 Ponte nelle Alpi BL – Frazione Col di Cugnan, 21
Dove trovare l’opera
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