Foto di Marco Ganassin
La Maternità in legno di cirmolo, donata da Franco Fiabane alla Comunità Montana Bellunese, rappresenta uno degli esiti più intensi e simbolicamente stratificati della sua produzione. Il rapporto tra l’artista e l’ente fu particolarmente significativo, come testimoniano anche le importanti mostre, da questa promosse, ospitate a Palazzo Crepadona (1986) e, negli anni successivi, le esposizioni di Strasburgo (1988) e Bregenz (1992), che contribuirono alla diffusione del suo lavoro in ambito internazionale.
Nel celebrare il dono dell’opera, il critico Paolo Rizzi sottolineava come «il senso del reale sia sempre immanente nell’opera di Fiabane. La scultura, recependo i sentimenti dell’uomo, li purifica e nel contempo li esalta». Parole che trovano in questa scultura una perfetta traduzione plastica. Lo stesso Fiabane definì la figura come una Grande Madre, affermando che essa «vuole rappresentare le azioni che le Comunità sono chiamate a svolgere sul territorio, a favore di popolazioni aduse al sacrificio quotidiano e che, come il figliolo in cerca di protezione, hanno bisogno di un consiglio, di una guida, di un conforto».
La scultura raffigura infatti una donna stante, solida e radicata, che stringe a sé un bambino aggrappato al suo corpo in un abbraccio viscerale. La figura femminile non è idealizzata in senso astratto, come altrove accade nell’opera di Fiabane: il volto qui è quello di una donna reale, dai tratti semplici e severi, segnati dalla compostezza tipica della madre di montagna, cui Il bambino si avvinghia con gesto istintivo, cercando protezione e rifugio.
In questo senso, la Grande Madre si colloca in continuità con altre figure femminili di Fiabane, come la celebre Madonna “Regina delle Dolomiti” della Marmolada, nella quale l’artista aveva scelto di raffigurare la Vergine con il volto di una valligiana, rendendo omaggio alla dignità e alla fatica quotidiana della donna di montagna. Anche qui la maternità assume un valore profondamente radicato nel territorio ,di cui diventa essa stessa simbolo.
Il cirmolo, legno tipico dell’area alpina, contribuisce in modo determinante alla forza espressiva dell’opera. Fiabane non nasconde la materia, ma ne esalta la fibra, i nodi, le tracce dello scalpello. La superficie è volutamente irregolare e viva, percorsa da segni evidenti che restituiscono una vibrazione luminosa e tattile. La scultura conserva così una dimensione quasi “primigenia”, come se emergesse direttamente dal tronco.
I volumi sono compatti, semplificati, privi di dettagli superflui. La figura si imposta su una struttura quasi cilindrica, con una monumentalità che richiama certe soluzioni arcaiche e popolari, pur filtrate attraverso una sensibilità novecentesca.
In questa Maternità, Fiabane dimostra ancora una volta come la sua scultura sappia farsi narrazione simbolica senza perdere il contatto con il reale. Il gesto dell’abbraccio, scolpito nella solidità del legno, diventa immagine universale di protezione e responsabilità collettiva: un’opera che unisce radicamento locale e valore archetipico, incarnando nella materia il senso profondo della comunità e della cura.
Documenti di archivio
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Maternità (Grande Madre)
Comunità Montana Bellunese
Autore
Franco Fiabane
Materiale
Legno di Cirmolo
Anno di datazione
1992
Località
32100 Belluno – Comunità Montana Bellunese
Dove trovare l’opera
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